Annecy
Cinéma Italien 28 SEPTEMBRE - 5 OCTOBRE 2010.

:: RETROSPETTIVA GIULIANO MONTALDO (ITALIANO)


Montaldo rétrospective

Annecy Cinéma Italien non poteva non rendere omaggio a questo grande cineasta di 80 anni che ha saputo unire lo spettacolo ad una volontà didattica senza mai fare concessioni alla complessità degli argomenti affrontati;

un uomo che non ha mai rinunciato né alla sua estrema eleganza né al suo impegno di ogni momento contro le derive anti-democratiche.

Nato nel 1930 a Genova, Giuliano Montaldo comincia la sua carriera come attore, assistente alla regia, autore di documentari. Realizza nel 1961 il suo esordio, Tiro al piccione, in cui rivela un innegabile coraggio nel disegnare il percorso di un fascista che, alla fine del 1943, si arruola nelle file della Repubblica di Salò. Nel suo secondo film, Una bella grinta, ripropone un eroe negativo e offre una spietata fotografia della società italiana del boom economico.

 

Poi Montaldo ottiene un discreto successo di pubblico girando due film di genere più anonimi: il thriller Ad ogni costo, girato in gran parte in Brasile, e il gangster movie Gli intoccabili, girato negli Stati Uniti e selezionato in concorso a Cannes nel 1969.


Il successivo Gott mit uns torna sul periodo della Seconda Guerra Mondiale mentre le due opere successive, Sacco e Vanzetti e Giordano Bruno, interpretate da uno straordinario Gian Maria Volonté, consacrano definitivamente Giuliano Montaldo all’inizio degli anni 70. Ma il capolavoro del cineasta rimane probabilmente L’Agnese va a morire, adattato dal romanzo di Renata Viganò. Il periodo dell’occupazione nazista viene questa volta restituito dalla parte dei Partigiani.


Dopo un film-culto per la televisione che sperimenta nuovi linguaggi (Corto-circuito), Montaldo torna alla realtà contemporanea con un personaggio negativo e una vena allegorica e grottesca con Il giocattolo. Firma ancora tre lungometraggi alla fine degli anni ’80: Il giorno prima, Gli occhiali d’oro da Giorgio Bassani e Tempo di uccidere da Ennio Flaiano. E’ soltanto una ventina d’anni dopo che curerà la regia di un film di finzione: I demoni di San Pietroburgo ispirato alla vita e all’opera di Dostoevskij.


Giuliano Montaldo è anche stato regista di numerose opere liriche e Presidente di RAI Cinema per tre anni dal 1999 al 2002. Ha soprattutto preso parte a tutte le battaglie, in particolare in difesa del cinema e della cultura in generale. Sempre sulla breccia oggi come ieri.



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